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10 Aprile

Ifoa, in quanto membro della European Alliance for Apprenticeship, ha partecipato ad un evento congiunto di Parlamento Europeo e Commissione Europea che si è tenuto a Bruxelles il 21 e 22 Marzo 2019. L’evento, intitolato Mobility of Apprentices in Europe – A contribution to youth employment and competitiveness of businesses, aveva lo scopo di discutere la mobilità dei giovani apprendisti come strumento di progresso culturale dei Paesi dell’Unione e di crescita, sia per le persone che per le imprese.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Jean Arthuis, deputato europeo e Presidente della Commissione dei Bilanci, che ha sottolineato l’importanza della mobilità come strumento per combattere la disoccupazione giovanile, da valorizzare in termini di immagine e possibilità di utilizzo. Vi sono poi stati, tra gli altri, i saluti istituzionali di Marianne Thyssen, Commissaria europea per l’occupazione, affari sociali, competenze e mobilità dei lavoratori. La Thyssen, dopo aver sottolineato l’importanza della formazione tecnico-professionale (Vocational Education and Training) per lo sviluppo dell’economia europea, i cui mercati necessitano di sempre nuove competenze, fornite proprio dalle esperienze di apprendistato e mobilità, ha conferito proprio a Jean Arthuis un riconoscimento per il suo impegno a riguardo, mettendo in luce l’obiettivo comune di tutti gli stakeholder coinvolti: rafforzare e investire maggiormente nello sviluppo della mobilità.

Nella sessione successiva sono stati presentati i risultati ottenuti in diversi progetti pilota sul tema mobilità e ne sono stati messi in luce i principali ostacoli e sfide, rappresentati soprattutto dal diverso significato attribuito al termine apprendistato nei vari Paesi dell’Unione, nonché le differenze culturali e linguistiche. Nel confronto tra istituzioni e policy makers ci si è poi chiesti: perché il sistema tedesco funziona più di altri? Secondo Klaus Fahle, Direttore dell’Istituto Federale per la VET in Germania, la chiave del successo è rappresentata dalla responsabilità delle imprese, che investono molte risorse, economiche ed umane, per garantire buoni stipendi agli apprendisti e la soddisfazione delle imprese.

Cosa fare, dunque, per migliorare e incrementare le buone prassi di mobilità? Dal confronto tra istituzioni, professionisti della formazione e apprendisti sono emerse le necessità di: aumentare la consapevolezza dei giovani riguardo le opportunità di mobilità ed esperienze all’estero, valorizzando l’immagine della mobilità, migliorare il supporto linguistico nei paesi ospitanti ed il supporto alle imprese che ricevono giovani da tutta Europa, e infine garantire continuità alle esperienze formative svolte all’estero, dando valore alle ricadute positive che queste possono avere sui territori coinvolti.

Uno degli aspetti più interessanti di questo evento è stato il dialogo tra i diversi soggetti coinvolti, a vari livelli: i decisori politici, le istituzioni, le organizzazioni locali e i giovani apprendisti. La prospettiva di questi ultimi, infatti, ha riportato il focus sui principali beneficiari della mobilità, oltre alle imprese. I giovani ragazzi, tra cui alcuni membri della rete EuroApprentices e della European Apprentices Network, hanno sottolineato come le esperienze di mobilità che li hanno visti protagonisti li abbiano portati a crescere notevolmente, grazie al confronto culturale con altri popoli e al fatto di dover affrontare un contesto tutto nuovo in autonomia, cosa che, a detta loro, li ha resi molto più responsabili, soddisfatti di sé e proattivi rispetto a quando sono partiti.

 

 

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