Diritto del lavoro: l’arte di informarsi e non farsi “fregare”

Post pubblicato il 19 Luglio 2019

Foto progetto Look@Pink

Nell’odierno mondo del lavoro è d’importanza fondamentale l’informazione: il lavoratore che ignora le norme, i suoi doveri ma, specialmente, i suoi diritti, spesso si ritrova in situazioni ingiuste e vessatorie senza nemmeno saperlo e rischia di perdere benefit che gli spettano di diritto.

Per questo è molto importante essere costantemente informati, in particolare su alcuni nodi cruciali del diritto del lavoro:

1) Le fonti del diritto del lavoro con particolare riguardo al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL)

2) Le caratteristiche del lavoro subordinato e del lavoro autonomo

In base alla definizione del Codice Civile Art 2094 il lavoro subordinato poggia su quattro solidi pilastri:
a) Collaborazione;
b) Onerosità;
c) Dipendenza;
d) Direzione.

La collaborazione si manifesta come inserimento del lavoratore nell’azienda, tramite la stipula di un vincolo che fa sì che il lavoratore partecipi alle attività dell’azienda e che il datore di lavoro si avvantaggi in maniera continuativa del lavoro del primo soggetto.

L’onerosità, secondo pilastro del lavoro subordinato, è quella peculiarità del rapporto di lavoro che deriva dal fatto che il contratto che lo definisce si caratterizzi come contratto di scambio a prestazioni corrispettive.

Dipendenza e direzione lavorano in condizione di interscambio in quanto il rapporto di lavoro subordinato è basato sulla sussistenza di un vincolo di base nel quale il lavoro, sottoposto al potere gerarchico, fa sì che quest’ultimo o chi agisca in sua vece impartiscano direttive e disposizioni reputate idonee ed opportune.

Il lavoro autonomo, al contrario, risulta molto più flessibile, e raccoglie in sé tutta quella serie di collaborazioni che legano una persona ad un datore di lavoro e che non prevedono né una ferma struttura di subordinazione gerarchica del collaboratore, né l’esecuzione di un progetto specifico come nelle collaborazioni a progetto.

3) Principi diritti e doveri del lavoratore e del datore di lavoro

Se per il lavoratore dipendente è molto importante conoscere i propri diritti quali:
– Retribuzione;
– Orari di Lavoro;
– Riposo settimanale;
– Ferie e festività;
– Congedo matrimoniale;
– Maternità/Paternità;
– Diritto allo studio;
– Malattie e infortuni sul lavoro;
– Sicurezza sul lavoro;
– Attività sindacali;
– Sciopero;
– Richiamati alle armi;
– Parità uomo-donna,

è parimenti importante che il lavoratore conosca i propri doveri e li assolva, non solo per questioni di etica e rispetto del contratto, ma anche e soprattutto per metterlo al riparo in situazioni scomode ma purtroppo piuttosto comuni, come le controversie portate al Tribunale del lavoro.

Tra i doveri del lavoratore vanno annoverati:
– Il dovere di diligenza;
– Il dovere di obbedienza;
– Il dovere di fedeltà.

Per quanto riguarda invece il datore di lavoro, i suoi diritti sono riconducibili rispettivamente al suo potere direttivo, di controllo e disciplinare, con conseguenti sanzioni nei confronti del lavoratore. I poteri del datore di lavoro, tuttavia, non sono illimitati, infatti deve provvedere al versamento della retribuzione dovuta al lavoratore e dei contributi, garantirne l’integrità fisica e personalità morale, nonché la sicurezza sul lavoro, e rispettarne la vita privata che, secondo lo Statuto dei Lavoratori, non deve assolutamente essere oggetto di indagini.

4) La cessazione del rapporto di lavoro

La cessazione del rapporto di lavoro può avvenire per varie cause, più o meno frequenti. Che si tratti di dimissioni, scadenza dei termini contrattuali o particolari circostanze previste dalla legge è molto importante conoscere i limiti legittimi di ogni causa al fine di valutarne la legittimità, soprattutto in caso di licenziamento.

5) I congedi parentali, le ore e i permessi giornalieri

Destreggiarsi tra le informazioni dei siti istituzionali per determinare la decorrenza e la durata del congedo parentale rivolto ai lavoratori dipendenti non è sempre facile, specialmente se si hanno delle casistiche particolari che non rientrano tra quelle estremamente generali esposte nelle norme e nelle pagine ad esse dedicate, spesso non adeguatamente aggiornate.

6) Lavoro flessibile e smart working

L’articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 prevede che le pubbliche amministrazioni possano avvalersi, per far fronte ad esigenze temporanee o eccezionali, di forme di contratto flessibili come il contratto di lavoro a tempo determinato, quello di formazione e lavoro, la somministrazione di lavoro e il lavoro accessorio, fermo restando che la forma standard di assunzione delle amministrazioni resta quella del contratto subordinato a tempo indeterminato.

Lo smart working, invece, è un rapporto di lavoro che non contempla vincoli orari o spaziali, preferendo alla classica struttura del lavoro una modalità più agile e flessibile, con parità di trattamento economico e normativo per i lavoratori e, conseguentemente, uguali tutele.

Entrambe queste nuove modalità di lavoro sono relativamente nuove e molto poco conosciute dal lavoratore che, avendone una conoscenza approfondita, potrebbe scegliere di avvalersene.

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Progetto Look@Pink – CODICE PROGETTO 2790-0005-1311-2018
Corsi di formazione e di aggiornamento professionale finanziati dalla Regione Veneto tramite DGR 1311 del 10/09/2018 “Protagonisti del Cambiamento – Strumenti per le persone e le organizzazioni” POR FSE 2014-2020 – Ob. “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione”. Approvato con DDR 1198 del 11/12/2018″