PratiCARE la sicurezza: emergenze, la formazione può salvarti la vita

Post pubblicato il 18 settembre 2018

La riflessione di Paolo Lugarini, geometra e RSPP, parte dall’evento sismico che nel 2012 colpì l’Emilia. Era il 20 maggio quando poco dopo le 4 del mattino, in pieno turno notturno di lavoro, una scossa di 5.9 Richter fece crollare diversi edifici. In quell’ evento persero la vita anche persone impegnate sul lavoro.

Di questi giorni la prima sentenza penale di condanna, nella quale il giudice motiva la decisione avendo riscontrato norme di sicurezza assenti e carenze strutturali alla base del crollo. Si aggiunge che con un piano antisismico adeguato non si sarebbe giunti a un evento mortale. Tra le mancanze è stata riscontrata anche una inadeguata formazione su come reagire e cercare riparo in luoghi sicuri. In assenza di ciò la condizione di panico non ha fatto altro che indurre istintivamente a correre verso l’esterno, ma è stata proprio questa condotta, si afferma nella sentenza, ad esporre maggiormente al crollo delle travi. Oggi le nicchie delle presse sono indicate come riparo sicuro in cui i lavoratori, informati, possono trovare protezione.

Prepariamoci ad essere impreparati, ovvero smettiamola di dare per scontato che le cose vadano sempre bene e che si possa essere immuni da incidenti e infortuni mortali. Per riuscire in questo obiettivo faticoso e difficile serve formazione continua nel tempo, progettata in modo mirato per i diversi contesti, in relazione alle caratteristiche dei destinatari.

di Federico Ricci
Psicologo del lavoro e della comunicazione UNIMORE
docente IFOA

Lascia un commento