PratiCARE la sicurezza. Errore umano come causa di infortunio, ovvero?

Post pubblicato il 11 Giugno 2019

Quando diciamo che un infortunio è dovuto ad un errore umano cosa significa?
Si intende dare la colpa alla persona che ha messo in atto un comportamento sbagliato?

Chiediamoci perché noi esseri umani commettiamo errori.

  1. Siamo poco esperti o troppo esperti. Capita di non essere adeguatamente formati e, per questo, non saper riconoscere un pericolo presente, ma allo stesso modo accade che chi crede di sapere tutto, perché molto esperto, non presta la dovuta attenzione.
  2. Siamo troppo rapidi.Non sempre si valutano correttamente le conseguenze delle diverse decisioni a cui ci si trova di fronte, si pensa di poter evitare un incidente, per destrezza e rapidità, o che comunque non si tratti di conseguenze gravi.
  3. Dobbiamo fare per non sfigurare agli occhi degli altri. Giocare d’azzardo all’interno del gruppo di lavoro la tendenza a giocare d’azzardo con i diversi rischi può essere contagiosa e trascinare le persone in un baratro inconsapevole, per non sfigurare agli occhi degli altri.
  4. Privilegiamo la produttività. Un datore di lavoro, un dirigente, un capo che premia la produttività a discapito della sicurezza, che non agisce adeguatamente su aspetti tecnici migliorabili, è una sorta di “mandante” quando accade l’infortunio.
  5. Siamo stressati. Lo stress dovuto a varie condizioni lavorative e contrattuali, il sentire il peso della ricattabilità per chi è precario e non tutelato, risultano la molla che spinge potentemente a rischiare, pur di fare bella figura e dimostrarsi volenterosi.
  6. Siamo affaticati.Non accorgersi della fatica che serve in condizione non ottimale per valutare le cose e per poterle affrontare bene.

Limitandoci a queste domande, possiamo dire che l’errore umano trova la propria causa profonda esclusivamente nel comportamento di chi si è trovato coinvolto nell’evento finale? Probabilmente ora è più chiaro che le radici profonde di un infortunio si collocano anche su altri piani, come quello tecnico e organizzativo.

Allora la domanda vera è un’altra: che cosa non è stato fatto prima, affinché non avvenisse l’infortunio?