PratiCARE la sicurezza. Smart working sì, ma in sicurezza

Post pubblicato il 19 Marzo 2019

Un numero sempre maggiore di organizzazioni intraprende la strada dello smart working, ma non sempre questa scelta è accompagnata da una valutazione dei rischi.

L’Agenzia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro, ha recentemente pubblicato i dati di uno studio sul lavoro nel futuro digitalizzato che evidenziano come il monitorare costantemente i lavoratori, l’essere disponibili 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana grazie a mobile e online, i frequenti cambi di occupazione e la gestione del lavoro in base ad algoritmi possono aumentare i livelli di stress dei lavoratori.

Per capire ancora meglio il tema, può essere utile fare riferimento al primo studio qualitativo che ho svolto in Italia a fini prevenzionistici sul tema smart working. Sulla base delle interviste condotte con specialisti della safety di diverse organizzazioni sono emersi timori di ricadute negative determinate dallo smart working sulla qualità delle interazioni, anche se vi è ampio consenso sul fatto che questa modalità, se ben organizzata, faciliti pratiche di conciliazione casa-lavoro, senza perdite di efficienza. Pare anche molto condiviso che lo smart working non sia causa di dipendenza da web, ma che possa determinare forti pressioni a non staccare mai dal lavoro. Conseguentemente, gli intervistati ritengono che, per la prevenzione dei rischi indicati, si debba limitare il ricorso allo smart working agli ambiti di reale vantaggio per l’impresa e il lavoratore. Viene inoltre indicato di procedere con un’introduzione graduale di tale modalità, per la quale deve essere garantito il diritto a disconnettersi. Si ritiene infine che l’introduzione dello smart working debba essere supportata da un’adeguata formazione che determini un atteggiamento favorevole verso tale modalità.

I rischi nuovi ed emergenti per la sicurezza e la salute sul lavoro connessi alla digitalizzazione, non sono solo quelli legati allo smart working, vi sono altre sfide e opportunità nel nostro futuro. Prepariamoci ad affrontarle nel modo migliore, perché l’Industria 4.0 ha bisogno di una sicurezza 4.0 sul lavoro

Vuoi approfondire? Ecco due suggerimenti di lettura:

Federico Ricci
Psicologo del lavoro e della comunicazione UNIMORE
docente IFOA